GIORNALE DI VICENZA

15 MAGGIO 2010

Arcugnano (VI). Un’odissea per amore dei cani

ARCUGNANO. Una cinofila ha speso 24 ore in telefonate per ritrovare il proprietario di due Labrador scappati da casa. Sono stati interpellati vigili, Ulss, carabinieri e un veterinario che per la privacy non ha potuto leggere il microchip degli animali.

Due cani Labrador della stessa razza di quelli trovati dalla signora.

Arcugnano (VI) – Perdere il sonno per colpa di una coppia di cani è una cosa normale ma in questo caso non c’entrano abbai e latrati notturni: è solo una questione di privacy e di ricerca spasmodica di riportare a casa i due trovatelli a zonzo incustoditi per il paese. La signora Paola Pertegato di Arcugnano non avrebbe mai creduto di entrare in un’odissea, lunga ventiquattro ore, a causa del suo grande amore per gli animali.
Dopo aver avvistato due Labrador persi per le strade della sua città, decide di accoglierli a casa e di avvertire le autorità competenti. Da quel momento, inizia un rimpallo di responsabilità tra vigili urbani, carabinieri e Ulss 6 di Vicenza, con sede ad Arcugnano. Con un’ulteriore beffa: nonostante i cani siano apparentemente muniti di microchip, il veterinario prontamente contattato si rifiuta di intervenire considerando che, a causa della legge sulla privacy, entrare in possesso dei dati relativi ai cani e al loro padrone costituirebbe un illecito. Tutto inizia nella mattinata di giovedì. Due bellissimi esemplari di Labrador, curati e ben tenuti, scorrazzano liberi per le strade di Arcugnano. La coppia di animali desta sorpresa tra i passanti ma il loro ottimo stato non turba la cittadinanza. Paola tiene sotto controllo la situazione. All’una di pomeriggio inizia a essere in apprensione e decide di prendersi cura delle bestie, ritagliando per loro un angolo in giardino.
La prima telefonata parte subito verso i vigili urbani di Vicenza ma la questione non è di loro competenza. L’invito è di prendere contatto con i carabinieri di Longare. I militari dell’arma, dal canto loro, non sono di grande aiuto e anzi, consigliano a Paola di rivolgersi al più presto ai vigili di vicenza, da lei appena interpellati.
Si arriva a sera e la donna, snervata e confusa per tutto il trambusto, ha l’idea di chiamare il veterinario di fiducia. Il medico si dimostra comprensivo, ma mette subito in chiaro la sua posizione: non può essere di aiuto perché la legge sulla privacy non gli consente in alcun modo di entrare in possesso e manipolare i dati contenuti nei dispositivi di riconoscimento dei Labrador.

A notte inoltrata, si ritorna dai carabinieri che promettono di intervenire nella mattinata successiva ma intanto hanno un’idea risolutiva: inviano un fax informativo alla locale Ulss. Proprio all’unità locale socio-sanitaria arriva dal padrone dei cani la segnalazione di smarrimento, ma data l’ora, l’intervento conclusivo è posticipato a venerdì. Finalmente, dopo una giornata travagliata, i cani possono tornare a casa in perfetta salute, anche se non si capisce cosa ci facessero in completa libertà.

«Amo troppo gli animali e sono certa che interverrei di nuovo – dichiara Paola che prosegue preoccupata-. Mi chiedo a cosa servano in sostanza i microchip se poi nessuno sa come usarli. I cani erano spaventati e li abbiamo accuditi per tutta la notte. Ma anche quando si sono calmati, sono rimasta molto agitata e non sono riuscita a chiudere occhio».

L’anagrafe canina comunica ufficialmente:

«Se l’animale identificato con microchip viene smarrito o rubato, può essere rintracciato facilmente grazie alle banche dati nelle quali lo stesso animale è registrato. Il sistema di identificazione elettronica è un deterrente per chi intende liberarsi del proprio animale».

Ad Arcugnano, però, i proprietari e gli appassionati di cani possono avanzare qualche perplessità riguardo a facilità e immediatezza di tale metodo identificativo, introdotto per legge nel 2008 in sostituzione del “tatuaggio” ritenuto antiquato e poco affidabile.

[Nota di Miamor] Non capisco il modus operandi del veterinario!!!!!!! A cosa serve il chip se poi non viene letto per una ragione assurda……non voleva che la signora sapesse a chi appartenessero i due cani? Niente di più semplice che informare lui stesso i proprietari, convocaare la signora nel suo studio con i due trovatelli e riconsegnarli al proprietario, non vedo il problema, se non la negligenza e la totale mancanza di professionalità del veterinario.

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