Maria Gabriella Anania, Psicoterapeuta e giornalista

10 maggio 2010

Che il cane fosse il migliore amico dell’uomo, lo sapevamo già da tempo, come già da tempo sapevamo che esso sa comprendere i nostri gesti. Quello che forse ancora non ci era noto, è che i nostri affezionati amici sanno persino comprendere le nostre reazioni, siano esse di felicità, di tristezza, di collera, distinguendo persino il nostro riso dal pianto.

Ted Ruffman, docente di Psicologia presso l’Università di Otago (Nuova Zelanda) ha condotto un singolare studio su un campione di 90 cani: ad alcuni di loro sono state mostrate delle immagini registrate di bambini piccoli mentre piangono o ridono, e ad altri invece sono state fornite delle istruzioni verbali accompagnate da espressioni di diverso tipo. I risultati dello studio hanno confermato quanto sopra affermato: quando i bambini piccoli piangevano ad esempio, i cani reagivano alzando la testa preoccupati, dirigendosi verso lo schermo, quasi che il bambino si trovasse lì dietro. Ruffman, in un’intervista rilasciata al quotidiano Otago Times ha dichiarato quindi che i cani hanno dimostrato di reagire diversamente alle diverse emozioni loro sottoposte, anche se non si ha ancora certezza che le comprendano alla pari degli umani.
Qual è la risposta comportamentale dei nostri simpatici compagni a quattro zampe sottoposti a ad una varietà di stimoli, sarà invece l’argomento di studio della prossima ricerca, stress psicologico incluso.

Fonte: La Provincia di Lecco.

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