VivisezioneIn un siti dedicato a cani ed animali, credo sia inevitabile esprimere la mia opinione riguardo i movimenti animalisti ed il tema del “cruelty free”. Credo profondamente che il mondo sarebbe migliore con un trattamento davvero etico degli animali, un mondo in cui molti esperimenti inutili e crudeli siano banditi. La domanda che mi pongo è: gli animalisti sfruttano i mezzi più idonei nelle loro campagne? Approvo i loro scopi ma spesso non i loro mezzi. Non posso approvare i mezzi illegali di alcuni movimenti animalisti, quali le le irruzioni nei laboratori, forzando le serrature per liberare gli animali rinchiusi. Questo è punibile dalla legge ad occhi chiusi. In questo modo, l’unico risultato è una denuncia penale e, ancor peggio, un’immagine di esaltati criminali. Negativa, quindi non credibile. È vero che un gruppo di individui animalisti non può nulla contro istituzioni, aziende e multinazionali forti di schiere di avvocati e strutture blindate.

Il dibattito animalista resta infuocato:

  1. gli animalisti sono convinti che la vivisezione sia inutile (anzi, che non funzioni allo stesso modo su topi, cani, primati come sull’uomo). L’argomento più comune riguarda comunque il problema della generalizzabilità dei risultati ottenuti tramite la sperimentazione su animali diversi dall’uomo. I critici denunciano che non si possono estendere i risultati sperimentali sui ratti agli esseri umani a meno che non si abbiano basi sperimentali solide per sostenere che certe differenze tra l’anatomia/fisiologia dei ratti ed degli esseri umani non siano differenze che generano errore. Non da ultimo, le condizioni di stress e fisiche degenerate potrebbero influire sui risultati;
  2. gli scienziati, in genere, sostengono che la stessa vivisezione resti il solo modo per combattere le malattie ed evitare sofferenze all’uomo. Secondo questa posizione, gli animali sono dei modelli causali analoghi (CAM – causal analog models), e la funzione primaria dei test sugli animali è quella di scoprire i meccanismi causali che producono e dirigono il corso della patologia negli animali; questi risultati vengono poi estesi per analogia agli esseri umani. La comprensione dei meccanismi causali rilevanti negli umani serve poi agli scienziati per prevenire o trattare le malattie.

Mi chiedo se oggi la vivisezione resti ancora tanto utile nel mondo scientifico; forse la risposta è no. Sono convinto che sia necessario un cambiamento culturale di fondo. Dove esistono soluzioni che non prevedono alcuna vivisezione è bene applicarle. I prodotti naturali, quelli non testati sugli animali come “The Body Shop”, restano esempi da seguire. Se, in casi specifici, la sperimentazione animale è veramente la sola soluzione, allora gli stessi animali meritano un trattamento etico (non delle fredde gabbie dove soffrire)! I pesci non soffrono come l’uomo, però meritano di essere lasciati nel loro habitat originale (a meno di non disporre di grandi vasche e di veri esperti), invece che essere trasferiti nelle vaschette delle mostre. Stesso discorso per gli zoo, nei quali gabbie troppo strette finiscono per produrre danni psicologici sugli animali.

Tutti gli esperimenti inutili devono venir aboliti in tutto il mondo, poiché esistono metodi alternativi!

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