Notizie ed informazioni sul cane
Non vedente con il cane-guida respinta dall’ospedale
GAZZETTA DI REGGIO
6 MAGGIO 2010
Sono stata umiliata.
Reggio Emilia, una donna non vedente si presenta ai poliambulatori per una visita ed è avvicinata da una caposala che gli intima di portarlo via.
Mario Sabia
REGGIO EMILIA. Una donna non vedente, invalida al 100 per cento, con un minimo residuo visivo che le consente di muoversi e di essere autonoma solo con il suo affezionato cane guida, è stata «respinta» ai poliambulatori del Santa Maria Nuova, per la presenza del cane.
«Porti via quel cane – avrebbe inveito una caposala del servizio. I cani non possono entrare in ospedale, perchè portano germi».
Protagonista della vicenda è stata Patrizia Martini, di 45 anni, originaria di Modena ma residente in città in via dell’Abbadessa 4. La donna, che è sposata e madre di due figli (un maschio di 9 anni e una bambina di 7 anni), ha lavorato per anni come insegnante alla scuola materna di Nonantola (Modena), poi dopo l’insorgere della malattia invalidante ha dovuto abbandonare la sua professione.
«Si tratta di una malattia genetica progressiva – spiega la donna – che mi ha colpito all’età di 30 anni e che con il tempo mi ha privato del 95 per cento della vista. Ora io devo la mia autonomia personale solo al mio cane guida».
Dal maggio 2009, infatti, la donna è accompagnata da Ronnie, un labrador colore marrone di 2 anni, che è diventato il suo custode e la sua guida.
«Spesso la gente non riconosce il cane guida – commenta Patrizia – e devo subìre episodi di intolleranza. Ma sono stata umiliata da ciò che mi è accaduto all’ospedale reggiano».
Il 10 febbraio scorso, infatti, Patrizia si è recata ai poliambulatori di viale Risorgimento per una visita specialistica. E’ entrata con il suo cane guida, che le faceva da battistrada. Appena entrata, la donna – che era accompagnata anche dai suoi due figli – è stata avvicinata da una infermiera, che si è presentata come caposala, la quale ha subito inveito: «Non si può entrare con i cani». Poi approfittando di una distrazione della caposala, Patrizia si è comunque recata alla visita programmata.
Poi ha deciso di rivolgersi all’avvocato Marco Rossa, il quale ha inviato una lettera raccomandata alla direzione sanitaria dell’o spedale. «Non chiediamo i danni, ma solo una spiegazione sull’episodio». Ma la direzione ospedaliera non ha mai risposto.
Pochi giorni fa nei giardini di una clinica comasca ho visto due pantegane scorazzare felici davanti alla porta d’entrata! E questi hanno il coraggio di vietare l’accesso al cane guida della signora…ma per favore!!!!!
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Miamor il 7 maggio 2010 alle 09:59, ed è archiviato come Cronaca animale. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |










circa 4 mesi fa
Vergognoso. Dovrebbero riprendere la caposala, ammonirla, insomma spiegarle l’errore.
circa 3 mesi fa
Anche questa è una conseguenza dell’arretratezza culturale verso i cani che si respira nel nostro Paese. Davvero una vergogna…
circa 3 mesi fa
…e non solo nel tuo Simona, non credere che qui siano più tolleranti!!!!